Cerca con Google, come funziona

Cosa succede quando fai una ricerca su Google?

In che modo il motore di ricerca analizza e organizza le informazioni che trova in Internet per fornire i risultati più pertinenti?

Cercare di rispondere a queste domande è fondamentale per poter fare un buon lavoro di SEO perchè è importante conoscere i meccanismi che stanno alla base del funzionamento di Google e capire che le chiavi di ricerca non vengono trattate tutte allo stesso modo, che per ciascuna serve una strategia diversa e che basarsi solo su un buon testo non basta più per essere posizionati bene.

Il lavoro che fa Google oggi si basa sulla categorizzazione. Tutto viene catalogato e inserito in categorie per restituire una risposta completa alle nostre richieste, cercando di capire anche il nostro intento, quindi si comporta in modo diverso per le seguenti tipologie di ricerca:

  • le visit in person (soprattutto per ricerche da mobile) quando cerchiamo qualcosa che ha una sede fisica
  • le web site query quando quello che cerchiamo sono risorse a cui corrisponde un indirizzo web
  • le do query quando abbiamo intenzione di fare qualcosa come un acquisto, una transazione. E’ il caso di  prodotti e servizi
  • le know query quando cerchiamo informazioni su qualcosa o qualcuno, e ci restituisce quelle che vengono chiamate “entità”

Search Intent e Keyword Suggest

Google vuole capire l’intento della nostra ricerca per fornirci i risultati che meglio rispondo alle nostre esigenze. Per poterlo fare ci categorizza  per personalizzazione, attraverso la memorizzazione delle ricerche che abbiamo effettuato in precedenza, e per pertinenza attraverso la geolocalizzazione del luogo da cui viene effettuata la ricerca. Inoltre, tiene conto di quello che altre persone hanno cercato partendo dal nostro stesso termine di ricerca.

Così, quando inseriamo la nostra parola chiave, Google ci propone il Keyword Suggest, ovvero ci mostra dei suggerimenti per chiavi di ricerca affini e correlate alla nostra, in modo da fornire una risposta specifica a una richiesta specifica.

Questo ci fa capire l’importanza di lavorare sulla coda lunga delle keyword. In questo modo avremo sì un numero più ristretto di ricerche, ma allo stesso tempo avremo utenti realmente interessati e quindi maggiori possibilità di essere presenti nelle prime posizioni e ricevere più click sul nostro link.

Google Universal Search

E’ il nuovo modello del motore di ricerca.

Se in precedenza Google restituiva nella prima pagina dei risultati solo contenuti testuali (pagine web e documenti), mentre immagini e video erano proposti in una ricerca separata, oggi tra i primi risultati di ricerca troviamo diverse tipologie di informazioni, non solo testuali ma anche immagini, video, mappe, libri, prodotti, notizie.

Questo succede quando facciamo delle ricerche molto generiche, in genere partendo da un unico termine. Ad esempio se cerchiamo “Sardegna”, non diamo a Google abbastanza elementi per capire che cosa realmente stiamo cercando. Quindi, oltre al Keyword Suggest, ci propone una pagina che include già tutto quello che ha trovato sull’argomento Sardegna.

Per quanto riguarda i viaggi, Google ha anche creato delle guide turistiche raggruppando informazioni, itinerari, destinazioni e anche voli e Hotel.

Per la SEO questo può essere un aspetto penalizzante, perchè lo spazio riservato alle pagine web si riduce da 10 a 8, 7 o anche meno , dipende dalle altre risorse disponibili sul tema. Allo stesso tempo, però, si aprono nuove possibilità per cercare di posizionarsi sfruttando altri canali, come le immagini e i video.

In questo caso, serve un’ottimizzazione anche delle risorse media, che dovranno essere incluse in apposite sitemap da sottoporre a Google.

SEO per i media

Vediamo quali sono i principali elementi sui quali lavorare per ciascuna risorsa.

Immagini
Bisogna inserire parole chiave nel nome del file e nel tag Title

Video
Ottimizzazione per titolo, descrizione. Sono importanti le interazioni (link, embed), ma uno dei fattori più determinanti è il tempo di visione, quindi dobbiamo creare dei video accattivanti che invoglino l’utente a guardarli fino alla fine.

Maps
E’ necessario avere una scheda Google My Business con recensioni, una geolocalizzazione uguale tra sito e scheda, link verso la scheda. Incide anche la diffusione del brand nei siti di settore.

News
In questo caso bisogna lavorare sull’autorevolezza del dominio nella propria categoria, oltre all’ottimizzazione dei contenuti, all’originalità, conta la “freschezza” della notizia perchè Google elimina i contenuti vecchi, non più attuali. Incidono le citazioni e la condivisione della notizia sui Social Media.

Quality Rater

Le risorse del web vengono scansionate, registrate e catalogate dai software di Google (spider, robots…) secondo le impostazioni dei suoi algoritmi, ma vengono anche valutate dai “quality rater” che ne stabiliscono appunto la qualità sulla base dell’argomento trattato, considerato che, come abbiamo visto, le ricerche non vengono più considerate solo per la parola inserita ma per l’argomento correlato a questa parola.

I quality rates sono di fatto delle persone che devono seguire delle specifiche linee guida dettate da Google per affiancare il lavoro degli algoritmi e assicurarsi che i siti rispondano agli standard di qualità richiesti.

La mia conclusione

Oggi per fare SEO tutto serve, tutto è importante (contenuti, popolarità, keywords, immagini, video…), ma non è facile sapere esattamente come Google andrà a valutare il nostro sito. E’ un lavoro di continua ricerca e sperimentazione. Solo una cosa è certa… la qualità ripaga sempre!